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05 giugno 2013

Stress lavoro correlato: le finalità della valutazione

Il 30 maggio 2013 sono stato ad un convegno organizzato dall'Ordine Nazionale degli Psicologi (CNOP)  intitolato "Rischio Stress Lavoro Correlato. Le competenze dello psicologo nella valutazione e gestione". Il convegno è stato principalmente l'occasione per pubblicizzare l'uscita di un volume dell'Ordine che racchiude gli studi compiuti finora sull'argomento. L'Ordine Nazionale, da qualche tempo, aveva già pubblicato sul proprio sito una nota riguardante il valore aggiunto che gli psicologi possono dare nell'eseguire la valutazione.
Devo dire che in tutti i presenti era chiara la consapevolezza che la competenza dello psicologo del lavoro si sposa pienamente con il compito di valutare lo stress lavoro correlato. Ciò che non era chiaro è il motivo per cui i committenti non la pensano alla stessa maniera.

L'idea che mi sono fatto è che manca da parte di noi psicologi del lavoro la conoscenza e la consapevolezza della prospettiva dell’organizzazione committente. Le situazioni da cui può scaturire una domanda, infatti, variano prevalentemente in base alla percezione della propria situazione organizzativa e quindi alla finalità della valutazione ipotizzata dal committente.

Il committente che percepisce che dall'analisi della propria situazione di stress lavorativo potrebbe scaturire una valutazione negativa, racconta di un'azienda probabilmente già in difficoltà. Il rapporto tra clima organizzativo ed efficienza è noto dagli anni 70, dunque potremmo in estrema sintesi dire che probabilmente l'azienda versa in cattive acque perché è inefficiente e che a causa della propria inefficienza organizzativa genera malessere, aumentato dalla situazione problematica in cui si trova. È chiaro che la crisi aggrava il contesto, ma il contesto è uguale per tutte le organizzazioni, sia quelle in buona salute, sia quelle in cattiva salute. È probabile che un'organizzazione di questo tipo sia orientata alla gestione dell'attuale, senza prospettive di sviluppo. È probabile che la tendenza al controllo limiti le possibilità esplorative che necessita lo sviluppo e che nel corso del tempo questa tendenza ingeneri difficoltà organizzative. Ad ogni modo, la finalità della valutazione cui sarà interessato il committente è limitare l'impatto economico ed emotivo dell'operazione, limitandosi ad assicurarsi di adempiere alla legge e di togliersi in questo modo un incomodo ulteriore.

Al contrario, un committente che percepisce che dall'analisi della propria situazione di stress lavorativo non possono scaturire "sommosse", ma opinioni realistiche sullo stato di salute della propria organizzazione ed è interessato a comprendere se ci sono aree di sviluppo o di intervento, perché è cosciente che questo è utile a essere più competitivi sul mercato, sarà aperto alle collaborazioni e cercherà un professionista competente sull'argomento.

22 giugno 2012

Nuova sezione "Sicurezza" sul sito Noema

Stiamo aggiornando il sito e in questo periodo ci sono i lavori in corso, naturalmente non ancora visibili al pubblico.

Tra le sezioni in aggiornamento ce n’è una nuova sulla sicurezza, in cui daremo informazioni sulla normativa vigente e sui corsi che eroghiamo in linea con l’accordo Stato-Regioni in vigore dal 26 gennaio 2012 (vedi l’articolo “Schema di sintesi dell'Accordo Stato-Regioni”). I corsi sono rivolti a lavoratori, preposti e dirigenti, inseriti in realtà organizzative appartenenti a tutte le categorie di rischio (basso, medio e alto).

Negli ultimi anni la formazione su questo argomento è passata da un approccio prettamente burocratico (ti passo le informazioni sulla normativa) a un approccio integrato, in cui la formazione comportamentale ha compensato la mancanza di incisività dell’approccio burocratico sui comportamenti reali (Behaviour Based Safety - BBS). I nostri corsi standard sono realizzati sulla base dell’approccio BBS, così come richiesto dall’accordo Stato-Regioni.

Noema, per dare ancor più efficacia ai corsi e per renderne la fruizione più gradevole, ha ulteriormente sviluppato la parte comportamentale elaborando il metodo D.A.S.O. (Develop Attitude Safety Oriented).

Siamo, quindi, in grado di offrire una linea ulteriore di corsi sulla sicurezza che si caratterizza per il forte coinvolgimento dei partecipanti attraverso esercitazioni e “giochi formativi”. Il coinvolgimento attivo, infatti, è un elemento essenziale per trasformare un corso imposto dalla legge in un momento di riflessione comune sull’importanza dell’adottare e far propri i comportamenti orientati alla sicurezza.

10 maggio 2012

Schema di sintesi dell'Accordo Stato-Regioni

In questo pdf sintetizzo i contenuti dell'Accordo Stato-Regioni per la formazione dei dipendenti sulla sicurezza.

L'accordo definisce i requisiti che la formazione sulla sicurezza deve possedere, in termini di ore da fruire in base alla fase contrattuale in cui si trova il dipendente (neoassunto, cambio di ruolo, formazione già effettuata, ecc.), in base alla categoria di rischio in cui ricade l'azienda e alla mansione di appartenenza, ecc.

Inoltre, nella seduta del 18 aprile 2012, la Commissione consultiva permanente ha approvato i criteri per la qualificazione dei formatori per la salute e la sicurezza sul lavoro.

I requisiti prevedono:
- pre-requisito per tutti: diploma di scuola secondaria di secondo grado;
- 6 criteri generali per tutti: occorrerà possederne almeno uno completo;
- una norma particolare per i datori di lavoro che svolgono la funzione di RSPP.

28 febbraio 2012

Sicurezza: norme in vigore da gennaio 2012

Dal 26 gennaio 2012 sono entrate in vigore le nuove norme per la formazione di lavoratori, preposti e dirigenti, contenute nell'accordo Stato-Regioni siglato il 21 dicembre 2011 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, numero 8 dell'11 gennaio 2012.

L'accordo stabilisce il numero di ore minimo dei corsi di formazione e di aggiornamento cui devono partecipare lavoratori, preposti e dirigenti. Inoltre, per cascuna di queste figure, il numero di ore è stato differenziato in base alla categoria di rischio cui appartiene il proprio settore di esercizio (basso, medio, alto). L'accordo non riguarda la formazione e l'aggiornamento dei RLS (disciplinati dai commi 10 e 11 dell'art. 37 del D.Lgs 81/08 e dalla contrattazione collettiva nazionale).

La formazione di ASPP e RSPP diversi dal Datore di Lavoro, infine, così come quella degli addetti alla prevenzione incendi e primo soccorso, rimangono disciplinati dalla previgente normativa.

Qui potete trovare il testo dell'accordo. Nel prossimo articolo ne illustreremo schematicamente il contenuto.

02 dicembre 2011

Stress lavoro correlato e clima

L'INAIL ha pubblicato un manuale a uso dei datori di lavoro per rispondere alla necessità di un “livello minimo di attuazione dell’obbligo”. Tutte le aziende (pubbliche e private), infatti, sono attualmente obbligate alla misurazione del livello di stress lavoro-correlato per assolvere agli adempimenti del Testo Unico sulla Sicurezza (D.lgs 81/08).

Il documento si basa sulle indicazioni date dallo Healt And Safety Executive (HSE), organo istituzionale europeo che si occupa di Sicurezza sul Lavoro a livello internazionale.
Il manuale contiene una checklist basata sull’Indicator Tool, messo a punto dall’HSE e validato in Italia. Lo strumento è affidabile, poiché è basato sulla ricerca nelle organizzazioni.

A questo punto, però, ci permettiamo di fare una considerazione. La misurazione dello stress lavoro correlato può essere certamente l’occasione per assolvere un obbligo di Legge. Secondo questa logica, a nostro modo di vedere molto limitata e "miope", lo strumento in oggetto può svolgere sufficientemente bene il compito. Secondo la nostra ottica, però, all’adempimento normativo è possibile affiancare invece la possibilità di ottenere un vantaggio competitivo attraverso la misurazione anche del clima aziendale.

Il più importante motivo è di business: c’è la possibilità di aggredire eventuali problemi che incidono sulla produttività. E’ dimostrato, infatti, il rapporto tra percezione del clima e produttività (vedi ricerca Hay Group, articolo del 25 giugno 2011).
Gli altri motivi sono collegati al primo:
- stress e clima sono correlati: l’uno incide sull’altro;
- entrambi le rilevazioni avvengono tramite questionario. La somministrazione in contemporanea riduce i tempi e facilità l’operazione di raccolta dei dati, causando meno disagio ai dipendenti;
- c’è affinità tra i temi: si tratta in entrambi i casi di argomenti soft. Per approfondire visualizza il documento “Indagine di clima”.